L’irresistibile comicità di Kafka

di Riccardo Intini

Kafka ha descritto magistralmente la tragedia dell’uomo moderno, la totale impossibilità, per il singolo, di imporsi o di avere la meglio su poteri più forti e più grandi di lui, che alla fine finiscono invariabilmente per schiacciarlo. I protagonisti delle opere di Kafka, in un modo o nell’altro, si trovano quasi sempre senza una via d’uscita, incastrati in situazioni grottesche e angoscianti dalle quali sembra del tutto impossibile salvarsi. 

Nei suoi libri, i personaggi devono confrontarsi con un’entità invisibile e opprimente, un personaggio minaccioso che sembra incombere su di loro pagina dopo pagina, senza mai mostrarsi. La presenza di questa entità-moloch si intuisce, si percepisce negli atteggiamenti dei personaggi minori con cui il protagonista del libro è costretto a scontrarsi, ma nella maggior parte dei casi rimane sempre sullo sfondo, restando quasi del tutto nascosta agli occhi del lettore. 

L'immagine rappresenta una versione stilizzata di un possibile protagonista dei racconti di Franz Kafka.
Il lettore più attento riuscirà sicuramente a trovare dei momenti di irresistibile comicità anche nei romanzi più cupi di Kafka, come “Il Castello”.

Ma nelle opere di Kafka, a ben guardare, trova spazio anche una comicità irresistibile e particolarissima, quel peculiare genere di comicità che nasce dallo scontro tra l’uomo comune e l’angosciante lentezza delle procedure burocratiche, dalla loro palese assurdità e incomprensibilità.

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L’insospettabile comicità di Kafka

Certe pagine de Il Castello, uno dei suoi romanzi più noti, sono intrise di una comicità pura e originalissima, tale da suscitare il riso in chiunque abbia la fortuna di leggerle. Le disavventure dell’agrimensore K si seguono con una certa apprensione, questo è certo, ma in alcuni momenti – specialmente quando il protagonista viene rimproverato, forse in maniera un po’ esagerata, per il fatto di trovarsi in un posto in cui non dovrebbe stare -, la comicità esplode fragorosamente, creando un piacevolissimo contrasto con la ponderosità dei temi trattati nel resto dell’opera. 

Scene di questo genere si registrano anche ne Il processo e in alcuni suoi racconti brevi, alcuni dei quali apparsi anche in diverse antologie in lingua italiana. Uno di questi è Il Fochista, frammento del più ampio romanzo America – del quale costituisce il primo capitolo -, ma che per l’originalità e la comicità delle situazioni potrebbe benissimo rappresentare un racconto a sé, e uno dei più riusciti. 

Con Kafka, insomma, il moloch sembra perdere una parte della sua ieraticità, mostrando un lato comico di cui non si sospettava neppure l’esistenza.

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