Kafka ha descritto magistralmente la tragedia dell’uomo moderno, la totale impossibilità, per il singolo, di imporsi o di avere la meglio su poteri più forti e più grandi di lui, che alla fine finiscono invariabilmente per schiacciarlo. I protagonisti delle opere di Kafka, in un modo o nell’altro, si trovano quasi sempre senza una via d’uscita, incastrati in situazioni grottesche e angoscianti dalle quali sembra del tutto impossibile salvarsi.
Nei suoi libri, i personaggi devono confrontarsi con un’entità invisibile e opprimente, un personaggio minaccioso che sembra incombere su di loro pagina dopo pagina, senza mai mostrarsi. La presenza di questa entità-moloch si intuisce, si percepisce negli atteggiamenti dei personaggi minori con cui il protagonista del libro è costretto a scontrarsi, ma nella maggior parte dei casi rimane sempre sullo sfondo, restando quasi del tutto nascosta agli occhi del lettore.

Ma nelle opere di Kafka, a ben guardare, trova spazio anche una comicità irresistibile e particolarissima, quel peculiare genere di comicità che nasce dallo scontro tra l’uomo comune e l’angosciante lentezza delle procedure burocratiche, dalla loro palese assurdità e incomprensibilità.
Leggi anche: A lezione di storytelling con Kurt Vonnegut (e Kafka)
L’insospettabile comicità di Kafka
Certe pagine de Il Castello, uno dei suoi romanzi più noti, sono intrise di una comicità pura e originalissima, tale da suscitare il riso in chiunque abbia la fortuna di leggerle. Le disavventure dell’agrimensore K si seguono con una certa apprensione, questo è certo, ma in alcuni momenti – specialmente quando il protagonista viene rimproverato, forse in maniera un po’ esagerata, per il fatto di trovarsi in un posto in cui non dovrebbe stare -, la comicità esplode fragorosamente, creando un piacevolissimo contrasto con la ponderosità dei temi trattati nel resto dell’opera.
Scene di questo genere si registrano anche ne Il processo e in alcuni suoi racconti brevi, alcuni dei quali apparsi anche in diverse antologie in lingua italiana. Uno di questi è Il Fochista, frammento del più ampio romanzo America – del quale costituisce il primo capitolo -, ma che per l’originalità e la comicità delle situazioni potrebbe benissimo rappresentare un racconto a sé, e uno dei più riusciti.
Con Kafka, insomma, il moloch sembra perdere una parte della sua ieraticità, mostrando un lato comico di cui non si sospettava neppure l’esistenza.
