Zen quotidiano, di Charlotte Joko Beck

di Riccardo Intini

Lo ammetto, l’ultima edizione della fiera del libro di Como si è rivelata davvero soddisfacente. È proprio lì che ho trovato il libro di cui sto per parlare, intitolato “Zen Quotidiano” e scritto da Charlotte Joko Beck. È un libro abbastanza diverso dagli altri volumi sullo Zen che ho avuto modo di leggere in questi anni, in gran parte dedicati agli aspetti dottrinali e alle tecniche meditative, agli sviluppi storici e alle possibili vie per integrare gli insegnamenti nella vita quotidiana delle persone.

Quest’ultimo aspetto, come si può intuire anche dal titolo, rappresenta il vero cuore pulsante del libro, ed è stato sviscerato in un modo particolarmente brillante, godibile ed efficace. Nel testo vengono infatti riportate alcune lezioni tenute dall’autrice all’interno di un centro Zen americano, dove Charlotte Joko Beck ebbe modo di insegnare e di iniziare moltissime persone al Buddhismo Zen. In alcune parti del libro, vengono riportate anche le domande degli allievi che seguirono personalmente le lezioni, alle quali Charlotte riesce sempre a rispondere con gran perizia.

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In un primo momento, il fatto che il volume fosse stato scritto negli Stati Uniti, in quella particolare fase storica in cui l’interesse per lo Zen e per altre pratiche orientali era diventato una vera e propria moda, era quasi riuscito a frenare il mio entusiasmo e a suggerirmi di non acquistare il libro. In questi casi, il rischio di imbattersi in una trattazione superficiale o semplicistica è sempre dietro l’angolo. Ma quando ho aperto casualmente il libro e ho letto il dialogo tra Charlotte e uno dei suoi allievi, in cui stava cercando di spiegargli come trattare i pensieri che si affollano nella mente in determinati momenti della giornata, ho capito che avevo tra le mani un volume di assoluto valore.

Integrare lo Zen nella vita di tutti i giorni

Per chi cerca di praticare lo Zen, durante le sessioni di meditazione o nella normale vita quotidiana, il problema dei pensieri è senz’altro uno dei più duri da affrontare. Molte persone si domandano infatti come dovrebbero comportarsi con i pensieri che si presentano regolarmente nelle loro menti, uno dopo l’altro, quasi senza soluzione di continuità. La soluzione di Joko non si allinea soltanto agli insegnamenti più puri dello Zen, ma è anche straordinariamente semplice.

Una donna siede in meditazione in un centro Zen, come quello di cui si parla nel libro "Zen quotidiano" di Charlotte Joko Beck

Secondo Charlotte, ognuno di noi dovrebbe innanzitutto imparare a erodere la connessione che si stabilisce quasi automaticamente tra il pensiero e il pensatore. Per allontanarsi dall’identificazione con i nostri pensieri, dovremmo dunque imparare a compiere un passo indietro e a etichettarli, come se si trattasse di curiosi oggetti di studio che stiamo analizzando dall’esterno. Non dovremmo mai cercare di contrastarli, o di cacciarli dalla nostra mente per lasciare spazio a quella condizione di vuoto o di serenità che per molti rappresenterebbe l’unica via per meditare.

I pensieri devono essere osservati in silenzio e lasciati andare, senza cercare di combatterli. Questo non vale soltanto per le nostre sedute di meditazione, ma anche per qualsiasi altro momento della giornata. Il consiglio di accettare i pensieri e di etichettarli è estremamente prezioso, perché può essere utilizzato da ognuno di noi in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento.

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È un metodo incredibilmente efficace per non lasciarci travolgere da ciò che ci accade, o dalle ossessioni che crediamo di avere. Praticando in questo modo, ognuno acquisirà l’inestimabile capacità di osservare i propri pensieri dall’esterno, come se non fossero affatto un prodotto della propria mente, e di accettarli semplicemente per quello che sono, assistendo poi al loro graduale dissolvimento.

In questo libro, Charlotte suggerisce anche dei metodi molto validi per affrontare l’irritazione, l’impazienza, la stizza e altre simili emozioni. Oltre a etichettare queste sensazioni, dovremmo anche imparare a fonderci con esse, accettandole e aspettando che spariscano da sole. Attraverso lo Zen, ognuno di noi può salvarsi da solo e sperimentare la vera beatitudine.

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