Periodo del viaggio: marzo 2026
In provincia di Cosenza esiste una bellissima città con tre lungomari. Si chiama Diamante, e quasi sicuramente non ne avete mai sentito parlare. Per la maggior parte dell’anno è abitata da poco più di 5mila persone, ma da giugno a settembre si trasforma in uno dei più interessanti (e sottovalutati) centri balneari del Sud Italia.
Uno dei principali motivi di interesse è rappresentato dal Festival del Peperoncino, che in genere viene organizzato a Diamante la seconda metà di settembre. È senz’altro uno dei più importanti eventi enogastronomici dell’Italia meridionale, e ogni anno propone un vivace mix di degustazioni, show cooking e approfondimenti culturali dedicati al peperoncino, ai vini calabresi e ad altre prelibatezze locali, oltre a una sfilza di bancarelle con i migliori prodotti gastronomici della Calabria.

Qualche giorno fa sono tornato a Diamante per una breve visita, e sono rimasto particolarmente impressionato da uno dei tre lungomari della città, il cosiddetto “lungomare nuovo”. Questo tratto si snoda lungo una delle principali arterie cittadine in direzione nord, quella che conduce alla frazione di Cirella, ed è caratterizzato da un certo fascino decadente che non mi era mai capitato di percepire con una tale chiarezza. Dalla riva del mare, osservando con attenzione le scalinate che collegano la strada alla spiaggia, ho avuto la chiara impressione di trovarmi davanti a un’opera brutalista.
Il cemento delle scalinate è infatti crudo, esposto, e non sembra lasciare spazio ad altro se non a una solida funzionalità senza ornamenti. L’impressione si rafforza se si osservano i sistemi di scale in successione, con le loro geometrie lineari e squadrate, i grandi tubi neri sporgenti e le colature di ossido che si notano in una delle strutture portanti del lungomare.
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Tutto ciò sarebbe molto interessante anche se Diamante avesse un solo lungomare. Ma a metà degli anni ‘60, nel bel mezzo dello sviluppo turistico della città, venne realizzato quello che ancora oggi rappresenta il principale lungomare di Diamante, il “lungomare vecchio”, posto a circa venti metri sopra il livello della spiaggia e dotato di un’ampia promenade su cui si affacciano tanti bar e ristoranti.

Gli altri lungomari di Diamante
Con ogni probabilità, questo lungomare rappresenta uno dei migliori punti panoramici dell’intera riviera dei cedri, ed è sicuramente tra i più belli che abbia mai visto in tutta la mia vita. È particolarmente apprezzabile la mattina presto e al tramonto, quando l’atmosfera magica generata dalla luce morente sembra disegnare la cornice perfetta per ammirare lo spettacolo del mare.
Uno dei fatti più curiosi, a proposito di questi due lungomari, è che quello conosciuto come “vecchio” appare in realtà moderno e curato, costellato di bar, negozi e ristoranti per quasi tutta la sua lunghezza, mentre quello che viene chiamato “nuovo” possiede un fascino decadente e in certo modo brutalista, derivante anche dal peculiare aspetto delle scalinate e delle strutture contenitive descritte in precedenza.
Un’amministrazione comunale illuminata, con ogni probabilità, troverebbe il modo di valorizzare questo apparente contrasto con una iniziativa cultural-architettonica dedicata alla storia dei lungomari di Diamante, magari anche attraverso un apposito percorso guidato di un’ora o due insieme a una guida locale che illustri tutti i dettagli di queste località.
Lasciando intatte le scalinate e le altre strutture del lungomare nuovo, si avrebbe inoltre la possibilità di enfatizzare il richiamo brutalista del lungomare e di attirare così folle di appassionati di architettura, di spiriti erranti, o anche semplicemente di curiosi di tutti i tipi.
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Questo tour potrebbe partire dal terzo lungomare di Diamante, quello conosciuto come “lungomare Riviera Blue”. È molto più piccolo degli altri due, ed è chiamato così dalla gente del posto perché si trova proprio davanti a una storica struttura ricettiva che porta quel nome.
Ma la sua vicinanza alla spiaggia lo rende forse il punto di partenza ideale per un tour che inizi con il racconto delle bellezze naturali di Diamante e che prosegua poi con un assaggio del potenziale panoramico del lungomare vecchio, magari con una sosta in uno degli ottimi bar della zona, concludendosi infine con un’immersione architettonica nelle severe strutture del lungomare nuovo. A volte, la valorizzazione di un territorio comincia proprio dai suoi contrasti.
