Ricordo con molto piacere il momento in cui mi capitò tra le mani per la prima volta un romanzo dell’autore cinese Lin Yutang (1895-1976). Mi trovavo in un negozio di libri usati in provincia di Como, nella cittadina di Bregnano. Mentre stavo dando un’occhiata ai volumi riposti ordinatamente su uno scaffale, lo sguardo mi cadde su un libro abbastanza corposo con una copertina quasi interamente bianca.
Avevo appena messo le mani sul romanzo Peonia rossa, un’opera di Lin Yutang del 1961 che ruota attorno a una diabolica femme fatale cinese e ad alcune delle sue vivaci peripezie con gli esponenti dell’altro sesso con cui si trova a interagire.
Lo apprezzai molto, in particolare per una certa vena di sfacciataggine che sembrava emergere con evidenza da alcune pagine del romanzo, ma anche per la grande abilità dell’autore nel mescolare gli elementi erotici con un’accurata rappresentazione della società cinese negli anni ‘60. Questa scoperta mi permise di conoscere un autore brillante e molto dotato, non del tutto estraneo alle tradizioni buddhiste cinesi e alle meraviglie della scuola Chan (da cui deriva il termine giapponese Zen).
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Negli anni successivi mi capitò di leggere altri racconti o romanzi di Lin Yutang, di lunghezza e qualità variabile, ma devo riconoscere che nessuno di questi potrebbe reggere il confronto con Peonia rossa. Questo giudizio vale anche per il libro a cui è dedicato questo scritto, Madame Wu, che ho terminato di leggere soltanto qualche giorno fa.

Madame Wu, imperatrice e femme fatale
Si tratta di un romanzo storico dedicato alla figura di Wu Zetian (624-705 d.C), l’unica donna nella storia della Cina ad aver governato il Paese con il titolo e i poteri di un imperatore. Da un punto di vista storico, il suo regno si colloca a cavallo di due distinti periodi della dinastia Tang (618-907 d.C), e per certi versi rappresenta un capitolo eccezionale e insieme controverso della ricchissima storia cinese.
Nata in una famiglia benestante, la futura imperatrice entra a palazzo come concubina, dimostrando sin da subito un’eccezionale arguzia e un’abilità politica a dir poco straordinaria. Col passare del tempo, grazie ad abili (e perverse) manovre, la donna riesce a ingraziarsi l’imperatore e a diventarne la consorte, completando la propria ascesa personale anche grazie a una serie di delitti finiti spesso nel sangue.
Nel libro di Lin Yutang, la narrazione della storia di questa imperatrice crudele e dispotica è affidata a uno dei suoi nipoti, che la espone con uno stile romanzesco di rara godibilità per un’opera di questo genere. L’espediente narrativo di Lin Yutang è geniale: Madame Wu non rappresenta infatti un freddo resoconto storico del regno di Wu Zetian, ma un vero e proprio romanzo in cui l’autore si cala abilmente nei panni di uno dei nipoti della della sovrana, addentrandosi anche nei risvolti psicologici e politici della vicenda.
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Durante il suo regno, l’imperatrice non si fece mancare proprio nulla: oltre a mettere in atto un perfido sistema di delazioni volto a reprimere ogni dissenso, Madame Wu si servì abilmente dei funzionari più fidati per torturare, uccidere o esiliare chiunque non le fosse gradito, senza mostrare particolare pietà per nessuno. Per tutta la vita – anche in età molto avanzata – la donna si circondò di interi stuoli di amanti, accuratamente selezionati tra i giovani più prestanti e attraenti del regno.
In una nota memorabile, l’autore ricorda che soltanto poche persone nella storia si macchiarono di più delitti di Madame Wu: tra queste menziona Stalin e Mao (quest’ultimo era ancora al potere in Cina quando il libro venne pubblicato).
In ogni caso, il ritratto che emerge da questo libro è quello di un’imperatrice crudele, scaltra e a tratti apertamente sadica, dominata da una sete di potere che non l’avrebbe abbandonata mai, nemmeno negli anni della vecchiaia. A Lin Yutang deve essere attributo il grande merito di aver instillato un afflato letterario nella biografia personale e politica di una delle più straordinarie sovrane della storia dell’umanità, della quale ha restituito un ritratto inquietante, bizzarro e curiosamente irresistibile.
