Long Odds e altri racconti di Henry Rider Haggard

di Riccardo Intini

Da qualche giorno, lo scaffale in cui conservo i libri che non ho ancora letto sembra avere un aspetto molto diverso da quello a cui ero abituato. Il fatto è che qualche giorno fa, in maniera del tutto arbitraria, ho deciso di prelevare tre volumi che avevo depositato lì negli scorsi mesi e di iniziare a leggerli tutti, uno dopo l’altro. Li ho terminati nel giro di pochissime ore.

Ovviamente non ho acquisito la capacità di leggere a velocità supersonica, e non ho nemmeno partecipato a uno di quei ridicoli corsi in cui si pretende di insegnare la lettura veloce dei libri. No, niente di tutto questo. I volumi che ho prelevato dal mio scaffale – che ora appare stranamente scarno – contengono alcuni brevissimi racconti appartenenti al ciclo di Allan Quatermain, scritti tra il 1886 e il 1912 dall’autore britannico Henry Rider Haggard.

Ho già parlato di Haggard, di Quatermain e del fatto che a quest’ultimo personaggio, per ragioni imperscrutabili, sia connesso l’autentico risveglio della mia passione letteraria, avvenuto all’incirca all’età di 14 o 15 anni. Dopo aver terminato la lettura di Child of Storm, avevo infatti deciso che era giunto il momento di compiere un passo che avevo rimandato per circa due decenni, ossia procurarmi tutti i racconti e i romanzi del ciclo di Allan Quatermain. L’impresa non è stata facile, ma sono quasi riuscito a portarla termine (al momento mi manca un solo volume particolarmente raro).

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Un'immagine rappresentativa di Allan Quatermain, il protagonista dei racconti di Henry Rider Haggard conosciuti come Long Odds, A tale of three lions e Magepa the Buck

In attesa che Landscape Books pubblichi tutte le opere del ciclo di Quatermain in italiano, ho deciso di procurarmi tutte le altre in lingua inglese, ben sapendo che alcuni brevissimi racconti della serie erano stati inseriti in altre antologie delle opere di Haggard che comprendevano anche racconti di altro genere, non direttamente legati al personaggio di Allan Quatermain. Mi sono dunque ritrovato tra le mani i racconti Long Odds (1886), A Tale of Three Lions (1887) e Magepa the Buck (1912), in cui Allan Quatermain appare in tre diversi periodi della sua turbolenta esistenza. In totale, i tre racconti – contenuti in tre volumi diversi – non superano le settanta pagine.  

Long Odds e gli altri racconti

Ovviamente conoscevo i nomi di questi racconti fin da quando ero ragazzo, e in più occasioni li avevo scrupolosamente inseriti nell’elenco dei libri da leggere o da comprare. A quel tempo, la barriera linguistica rappresentava un ostacolo ancora troppo grande per me. Non è dunque difficile immaginare la mia emozione, quando finalmente ho preso in mano questi tre racconti e ho iniziato a sfogliarli avidamente, gustando un momento che avevo atteso per così tanti anni.

La lettura di questi tre racconti non è stata solo estremamente rapida, è stata anche molto piacevole. Il tono e l’impostazione non sono diversi da altre opere del ciclo di Quatermain, ma in almeno due di questi racconti l’autore riesce a dare il meglio di sé soprattutto nell’estrema accuratezza con cui descrive alcune scene di caccia, nelle quali gli uomini e i leoni lottano in maniera accanita, senza esclusione di colpi.

Mi ha colpito in particolare una scena memorabile di Long Odds, in cui il buon Quatermain, mentre tenta di fuggire di fronte all’avanzata di un magnifico esemplare di leone, avverte distintamente che il temibile animale gli sta leccando la parte inferiore della gamba, come se stesse valutando il sapore della sua preda. La vividezza di queste scene è davvero sbalorditiva. Leggendone la descrizione, al lettore sembra quasi di trovarsi lì insieme a Quatermain, tra la vita e la morte, a pochi centimetri dalle fauci spalancate di un leone.

I leoni sono i protagonisti anche del racconto A Tale of Three Lions, in cui appare anche il giovane Harry, figlio di Allan Quatermain. Dopo essersi improvvisati cercatori d’oro (ottenendo anche qualche discreto successo), i due uomini e i loro compagni di viaggio si imbattono in un malefico gruppo di leoni composto da due maschi e da una femmina. Il giovane Harry dimostra di essere il degno figlio di suo padre, quando riesce a utilizzare al meglio il proprio fucile per difendersi dai ripetuti assalti dei leoni. In almeno un paio di occasioni, la precisione dei suoi tiri lascia a bocca aperta perfino il padre.

Un altro racconto molto gustoso è Magepa The Buck, nel quale Allan Quatermain ha a che fare nuovamente con la tribù degli Zulù. In questo brevissimo racconto, il cacciatore racconta la storia di una delle imprese più eroiche a cui abbia mai assistito, e che riguarda in particolare le peripezie di un anziano Zulù che cerca in tutti i modi di salvare il suo piccolo nipote da una morte certa. Chi abbia letto Child of Storm troverà sicuramente diversi elementi familiari, in questo breve racconto scritto nel 1912.

Trovo piuttosto complesso esprimere dei giudizi obiettivi sulle opere del ciclo di Allan Quatermain, poiché temo che il mio punto di vista possa essere parziale, o perlomeno abbastanza condizionato. Dirò solamente che la scintilla di interesse che queste opere furono in grado di innescare in me, alla verdissima età di 14 anni, non rappresentò certo il frutto della mia immaginazione. Con un po’ di fortuna, potrebbero produrre un effetto simile su altre anime curiose e attratte dall’avventura.

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