Woody Allen è il più grande artista vivente. Questa convinzione attecchì in me diversi anni fa, quando iniziai a guardare e soprattutto ad ascoltare (sì, ascoltare) i film di Woody Allen e i suoi deliziosi dialoghi, che ritengo i più gradevoli e stimolanti dell’intera storia cinematografica. C’è molta letteratura nell’opera cinematografica di Woody Allen. La si riconosce nella struttura delle conversazioni, nell’aggettivazione, nell’accuratissima scelta delle parole e nella ricchezza dei riferimenti ad alcuni maestri (come Kafka).
Forse è anche per questo che attirò subito la mia attenzione, quando (con colpevole ritardo) mi avvicinai per la prima volta alla sua vasta e piacevolissima produzione cinematografica. Film come Manhattan, Mariti e mogli, Hannah e le sue sorelle o Pallottole su Broadway non sono solo dei capolavori cinematografici: sono anche delle riuscitissime pièce letterarie, apprezzabili soprattutto per l’incredibile qualità della sceneggiatura.
In tutti questi anni mi sono spesso chiesto perché Woody Allen non si dedicasse anche alla letteratura, avendo già dimostrato di essere un assoluto maestro nella scrittura di dialoghi eccellenti e di racconti cinematografici che quasi sempre hanno per protagonisti scrittori, drammaturghi, giornalisti, sceneggiatori e altre simili figure che si guadagnano da vivere con la propria scrittura. Qualche libro, in realtà, Woody Allen l’aveva effettivamente scritto, ma si trattava perlopiù di raccolte di racconti (spesso riuscitissime) o di opere d’approfondimento dedicate ad alcuni aspetti della sua carriera da cineasta.
Il primo romanzo di Woody Allen
Il primo, autentico romanzo scaturito dalla penna di Woody Allen è Che succede a Baum?, pubblicato recentemente anche in Italia da La Nave di Teseo. L’ho dunque acquistato a tempo record e l’ho terminato altrettanto velocemente. La lettura, com’era ampiamente prevedibile, è stata godibilissima dall’inizio alla fine. Anche in quest’opera, come succede del resto nella maggior parte dei suoi film, la poetica di Allen ha saputo abbracciare questioni esistenziali e problemi molto più pragmatici, come le vicende personali di uno scrittore di mezza età la cui carriera professionale sembra essere giunta in un vicolo cieco.

Anche il suo matrimonio sembra in crisi: lo scrittore Baum (che parla spesso da solo) deve confrontarsi con una moglie che non riesce più ad apprezzarlo come un tempo e con un figliastro che sta raccogliendo i primi successi in ambito letterario, grazie a un romanzo d’esordio di cui tutti parlano e che sembra aver stregato i lettori e la critica.
I momenti di humour puro sono numerosi, e sono disseminati qui e là nel testo con grande maestria. Il fatto stesso che il protagonista parli spesso con se stesso, abbandonandosi a profondi dialoghi in cui si interroga scrupolosamente sui suoi affari personali e sulle decisioni da prendere, è certamente molto divertente, e rappresenta forse uno degli aspetti più riusciti della caratterizzazione del personaggio principale.
Altri momenti spassosi sono quelli in cui gli interessi e le preoccupazioni di Baum vengono scherniti e ridimensionati dai suoi interlocutori. Uno dei migliori è senz’altro quello che contiene un riferimento alla materia oscura, una delle ossessioni di Baum, che viene etichettata da un altro personaggio come una questione di scarso interesse per la quotidianità delle persone. Ho letto questo passaggio mentre mi trovavo in aereo, sulla tratta Tirana-Milano, e ammetto di aver riso per diversi minuti.
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I fan di Woody Allen avranno di sicuro apprezzato quei pochissimi momenti – forse due in tutto – in cui l’autore, tra un dialogo e l’altro, interpone alcuni passaggi chiaramente appartenenti al gergo cinematografico, al linguaggio degli sceneggiatori. Uno dei più toccanti (almeno per me) è stato quel paragrafo che inizia con “Stacco su…”. Nessuno può aver pensato che si sia trattato di un errore, o di una specie di dimenticanza. Con queste parole, in modo originale e sorprendente, Woody Allen ha voluto ricordare a tutti i lettori che l’autore del romanzo che hanno tra le mani è un cineasta, un grandissimo cineasta, e che lo resterà per sempre.
