Ho acquistato il libro “Aspetti dell’amore” mentre mi trovavo a Rozzano, in provincia di Milano, durante il consueto mercatino dell’usato della domenica mattina. È un mercatino che consiglio vivamente a tutti gli amanti dei libri e della lettura, poiché vi si possono trovare edizioni molto particolari e praticamente introvabili negli store online.
In quel caso fui particolarmente fortunato, perché riuscii ad agguantare l’edizione Adelphi di questo volume per l’interessante prezzo di 1 euro. Non avevo mai sentito parlare dell’autore, David Garnett, ma dopo aver terminato questo libro credo che non potrò evitare di leggere gli altri lavori scaturiti dalla sua (ottima) penna. È il tipico romanzo Adelphi: breve e di ottima qualità, lungo meno di 200 pagine e leggibile nel giro di pochi giorni, senza particolari sforzi.
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La trama si concentra sulle vicissitudini amorose del giovane Alexis e sulla sua passione per un’attrice francese di poco più anziana di lui, Rose, con la quale trascorre pochi giorni particolarmente piacevoli in una grande villa di proprietà dello zio di lui. I due sono felici, sembrano anche innamorati, ma l’inaspettato arrivo dello zio cambia improvvisamente le carte in tavola.
L’attrazione tra il ricco signore benestante e la giovane attrice è un duro colpo da sopportare per Alexis, che decide di abbandonare entrambi e di arruolarsi nell’esercito, senza mai dimenticare nemmeno per un istante la sua passione per Rose.
I due si incontreranno qualche anno dopo, in circostanze completamente diverse. Col passare del tempo, l’attenzione di Alexis si concentrerà sempre di più su una nuova, inaspettata protagonista, legata sia a Rose che allo zio.
Il capolavoro di David Garnett?
Garnett ha scritto questo godibilissimo romanzo con uno stile agile ed essenziale, con dialoghi icastici ed efficaci, mai banali. Per certi versi, le atmosfere e le ambientazioni ricordano da vicino certi racconti della miglior tradizione letteraria francese, come quelli di Francoise Sagan.
Anche il titolo sembra perfettamente azzeccato per un libro di questo genere: attraverso le vicende narrate nel romanzo, al lettore si offre infatti una prospettiva abbastanza completa delle diverse tipologie di sentimento amoroso che possono presentarsi nella vita di un uomo, dall’adolescenza fino all’età adulta.

Amori giovanili, passioni ossessive, sentimenti maturi e forti legami filiali, per non parlare delle relazioni tra persone con una marcata differenza d’età. Il libro è breve, ma nella sua essenzialità sembra offrire una sorta di vademecum amoroso di altissima qualità.
Questo libro è apprezzabile anche per un altro fatto: mi ha infatti permesso di scoprire un nuovo autore che non conoscevo e che appartiene alla categoria di scrittori che prediligo, ossia tutti quelli che scrivono con grande misura ed equilibrio formale, con periodi brevi, graziosi e folgoranti.
Non avrei mai potuto scoprire questo libro, se non mi fossi affidato alla guida silenziosa del mio istinto e al desiderio di esplorare i mercatini dell’usato della regione in cui vivo.
L’ho già detto più di una volta, ma lo ribadisco anche qui: anziché affidarsi alle classifiche dei libri più venduti, come quelle che appaiono nei quotidiani e in molti contenuti online, le persone dovrebbero fare più assegnamento su metodi di selezione più neutrali, in certo modo più naturali, senza correre il rischio di operare una scelta soltanto apparentemente libera, ma determinata in realtà dalle peculiari visioni della piattaforma mediatica che ospita i consigli di lettura, o dalle contingenze che hanno spinto gli autori a scrivere esattamente quel libro in quel preciso momento storico.
D’altra parte, scegliendo i libri in maniera casuale (o istintiva), il rischio di rimanere invischiati nei tentativi manipolatori delle narrazioni mediatiche è praticamente nullo. In questi casi, il lettore finisce per quasi sempre per focalizzare la propria attenzione sugli elementi più amabili della letteratura, come lo stile, la trama e la qualità compositiva, ignorando del tutto l’impalcatura ideologica che potrebbe sorreggerli.
