Quando lo sguardo incontra la sommità biancastra e appuntita di un gazebo, nella tranquillità mattutina di un sabato o di una domenica, è molto probabile che a pochi metri dall’osservatore si stia svolgendo un mercatino dell’usato. È davvero molto facile riconoscerli. Le file di bancarelle, legandosi l’una all’altra, assumono spesso le sembianze di un poderoso ferro di cavallo. In altri casi, il perimetro formato dai singoli banchi ha una forma rettangolare, arricchita da diverse file interne.
Chiunque dovrebbe recarsi in visita almeno una volta nei luoghi in cui si svolgono questi eventi allegri e caratteristici, capaci di comunicare con gran facilità un certo senso di energia e di industriosità. Di solito cominciano molto presto, anche alle 6 o alle 7 di mattina, quando i visitatori più coraggiosi (e più furbi) iniziano ad aggirarsi furtivamente tra le bancarelle alla ricerca di rarità e tesori dimenticati, sperando di poterli agguantare prima di chiunque altro.
In effetti, tra le bancarelle dei mercatini dell’usato si può trovare davvero di tutto. Quadri e cianfrusaglie, elementi d’arredo e telefoni cellulari, vestiti e cartoline, una grande varietà di calzature, ma anche materiale collezionistico e numismatico di tutti i tipi. Tra le bancarelle, naturalmente, si può trovare anche un’infinità di libri.

Nella maggior parte dei casi, i libri vengono affastellati disordinatamente l’uno sull’altro, come se si trattasse di arance, zucchine o meloni. In questo modo, i visitatori sono costretti ad estrarli uno ad uno dai cumuli informi che vengono a formarsi sulle bancarelle e a leggerne con fatica il titolo, stando ben attenti a non ricevere gomitate dalle altre persone che si affaccendano in modo simile attorno ai tavoli (i più scaltri, o quelli con la vista buona, si accontentano di lanciare occhiate oblique e indagatrici ai titoli presenti sul banco, tenendo rigorosamente le mani allacciate dietro la schiena e sporgendo soltanto la testa in avanti).
È impossibile trattenere un sospiro di disapprovazione, quando si nota la disposizione dei libri sulle bancarelle e sui tavoli dei mercatini dell’usato. Se venissero disposti con criterio, lasciando visibile il titolo e l’autore, gli stessi commercianti noterebbero senza dubbio un notevole incremento nei propri guadagni.
Anziché costringere i visitatori a trafficare maldestramente con i diversi mucchietti di libri, e a spostarne due o tre alla volta per vedere quelli che stanno sotto, i commercianti potrebbero optare per una scelta più intelligente, scegliendo di risparmiare tali fatiche ai possibili compratori e disponendo i volumi in modo ordinato, come se si trattasse di un negozio o di una libreria.
I titoli e gli autori devono sempre essere ben visibili. Se non si dispone di abbastanza spazio, sarebbe sufficiente sistemare i libri l’uno accanto all’altro, anche all’interno di una scatola, lasciando visibile solamente il dorso con le informazioni sul nome dello scrittore e sul titolo dell’opera.
Nonostante questi ostacoli, mi è capitato molto spesso di trovare dei libri eccellenti a un prezzo ridicolmente basso. Oh sì, quasi dimenticavo: in questi luoghi, i libri vengono venduti a prezzi stracciati. Si va da un minimo di 50 centesimi a un massimo di 3 o 4 euro per i romanzi, mentre per i volumi storici, artistici o fotografici – spesso di grosse dimensioni – si può arrivare a 10 euro.
Guardate che cosa ho trovato al mercatino di Rozzano (l’ho pagato solo 1 euro!): Asia Centrale (Archeologia Mundi), di Alexsandr Belenitsky

I libri sono tutti usati, naturalmente, ma questo fatto non ostacola in alcun modo la lettura. Tra le bancarelle dei mercatini ho trovato anche dei libri di cui ho già parlato in precedenza, come l’antologia di Francoise Sagan a cui ho già dedicato uno dei miei scritti. In quel caso pescai quasi a casaccio, lasciandomi guidare soltanto dall’istinto e da un abbozzo di trama presente sul retro.
I mercatini dell’usato, una fonte inesauribile di pepite d’oro
Non seguo mai un criterio preciso nella scelta dei libri da acquistare in simili occasioni: ciò che auspico è che siano il caso e l’istinto a guidarmi, e nient’altro. Nella maggior parte dei casi, questo modo di agire si è poi rivelato eccezionalmente utile per scoprire autori nuovi o generi ancora sconosciuti.
Pensateci un attimo: perché dovreste affidarvi a quelle pompose classifiche dei libri più in voga (o più venduti) che appaiono regolarmente sui giornali e nelle pagine interne degli inserti culturali? Volete davvero leggere un libro soltanto perché ne sono state vendute tante copie, o perché viene consigliato – quasi mai in maniera del tutto disinteressata – dal redattore di un giornale?
In un modo o nell’altro, tutti i giudizi che stanno alla base di classifiche o consigli d’acquisto sono condizionati. Per quel che mi riguarda, preferisco affidarmi ai più imparziali dei giudici: il caso e l’istinto. In questo modo potrà capitarvi di acquistare un capolavoro di un autore poco conosciuto o dimenticato, ma il cui stile può apparire ancora fresco, agile ed emozionante.
Tra i mercatini dell’usato che ho visitato negli ultimi anni in Lombardia, quelli che propongono ampie selezioni di libri usati sono principalmente tre. Li elenco qui di seguito:
- Rozzano (Milano): ogni domenica mattina in via Liguria 15
- Valmadrera (Lecco): ogni quarta domenica del mese in via Molini
- Como: ogni prima domenica del mese in via Cesare Battisti
